L’esperienza è il tipo di insegnante più difficile. Prima ti fa l’esame e poi ti spiega la lezione

“Oscar Wilde”

Fa che il cibo sia la tua medicina e la tua medicina sia il tuo cibo

“Ippocrate”

La ricetta è come uno spartito: va interpretata mantenendo l’essenza della tradizione

“G. Ballerini”

LA CUCINA E' DI PER SE’ SCIENZA. STA AL CUOCO FARLA DIVENIRE ARTE.

“Gualtiero Marchesi”

"La scoperta di un piatto nuovo è più preziosa per il genere umano che la scoperta di una nuova stella."

“Anthelme Brillat-Savarin”

Semplicemente Io

 MICHELE SALVATORE

Sono nato il 16 Maggio 1982 a Bressanone, in Provincia di Bolzano. Fin da piccolo, quando mi si chiedeva che cosa volessi fare da grande, rispondevo semplicemente che aspiravo ad intraprendere la professione del cuoco.

Una volta ottenuta la licenza di terza media, mi iscrissi all’ E.N.A.I.P. Scuola Alberghiera di Calalzo di Cadore. In questi anni cominciai ad apprendere le basi lavorative e, nonostante qualcuno pensasse che non fossi adatto al mestiere del cuoco, scelsi comunque il settore della cucina. A scuola mi fu data subito la possibilità di fare qualche stage e nel 1997 affrontai la mia prima stagione all’Hotel Marcora di San Vito di Cadore ove conobbi il maestro-chef Mario Sobbia che mi incoraggiò ad affrontare questa vita lavorativa. Durante le mie prime stagioni affrontai a testa bassa la gavetta che è d’uso fare in tutte le cucine. Quest’ultima, infatti, va dal lavare i piatti (la plonge) ai pavimenti, a pelare cipolle, patate, carote, e a rovinarsi le mani a pulire il pesce ed i molluschi. Non è un caso se il motto che porto sempre con me sia ORDINE, PULIZIA E DISCIPLINA. In questo periodo di gavetta, osservando incuriosito e allo stesso tempo affascinato quelle materie prime così particolari che i cuochi maneggiavano con estrema facilità, mi chiesi spesso se mai un giorno fossi riuscito a fare cose simili. 

Nel corso delle stagioni ebbi la fortuna di conoscere e di lavorare insieme a vari chef di fama nazionale ed internazionale che mi incoraggiarono sempre di più a continuare questo mestiere. Voglio ricordare con tanto affetto e stima lo chef Ugo Comis che mi ha lanciato seriamente nel vasto mondo della cucina; il maestro ed ex docente dell’Etoile di Sottomarina, Luca Verdolini che mi ha trasmesso con molta umiltà i suoi immensi segreti; lo chef Thomas Mayr che mi ha insegnato il rispetto per le materie prime; ed un ringraziamento speciale lo voglio dedicare allo chef Fabio Pala che mi ha cresciuto non solo lavorativamente, ma anche caratterialmente, trasmettendomi tutta la passione e l’amore sia per questo mestiere sia per la vita stessa.

Un ringraziamento speciale va sicuramente alla mia famiglia che mi è stata sempre vicina e che mi ha permesso di intraprendere questo mestiere. Un grazie va anche a mia moglie Silvia, che mi sopporta tutti i giorni, mi ama, mi dà la forza di continuare e di dare sempre il massimo come fosse il primo giorno.

Michele Salvatore